Mercoledì 1 luglio | Festival Viktor Ullman alla Risiera | Concerto

Alle ore 21.00 di mercoledì 1 luglio, nel cortile interno della Risiera di San Sabba, si terrà il concerto “Musica Proibita”, nell’ambito del Festival Viktor Ullmann 2026: una serata-evento con il celebre flautista Roberto Fabbriciani e l’Orchestra Abimà, che suoneranno musiche di autori di origine ebraica perseguitati ed emarginati.

Mercoledì 1 luglio
ore 21.00

Musica proibita
Risiera di San Sabba

nell’ambito del
Festival Viktor Ullmann 2026

a cura di
Comune di Trieste, Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale
Associazione Musica Libera

Orchestra d’archi Abimà
Davide Casali direttore
Roberto Fabbriciani
flauto solista

musiche di
Luca Lombardi, Leone Sinigaglia, Ernest Bloch e Davide Casali

organizzato da
Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale

Associazione Musica Libera nell’ambito del Festival Viktor Ullmann 2026 – XIII edizione

Ingresso gratuito e libero fino a esaurimento posti. È possibile prenotare il posto (non numerato) su eventbrite.it/e/1992185820417?aff=oddtdtcreator

In caso di maltempo il numero di posti disponibili verrà ridotto seguendo la data di prenotazione.

Info: www.festivalviktorullmann.com – 340 0813203 – musicaliberats@gmail.com

La serata vedrà protagonista il celebre flautista Roberto Fabbriciani, uno dei più importanti interpreti del panorama musicale contemporaneo, insieme all’Orchestra Abimà, in un concerto dedicato alla musica ebraica, alla memoria e agli autori che, in epoche diverse, furono perseguitati, emarginati o considerati “degenerati” dal regime nazista.

Musicista di statura internazionale, Fabbriciani ha saputo rinnovare profondamente il linguaggio del flauto, trasformandolo in uno strumento capace di esplorare sonorità nuove, intense e sorprendenti. La sua carriera, segnata da collaborazioni con alcuni tra i maggiori compositori del Novecento e della contemporaneità, lo rende un interprete ideale per un programma che unisce memoria, ricerca musicale e forza espressiva.

Il concerto proporrà musiche di Luca Lombardi, Leone Sinigaglia, Ernest Bloch e Davide Casali, in un percorso che attraversa linguaggi, epoche e sensibilità diverse, ma accomunate da un profondo legame con la cultura ebraica e con la storia del Novecento. I brani in programma non saranno semplici pagine musicali, ma vere e proprie testimonianze sonore. La musica di Leone Sinigaglia, compositore torinese di origine ebraica, richiama un mondo colto e raffinato, tragicamente travolto dalle persecuzioni razziali. Le composizioni di Ernest Bloch, tra i più significativi interpreti dell’anima ebraica nella musica del Novecento, restituiscono una dimensione spirituale intensa, fatta di canto, memoria, nostalgia e identità. La presenza di Luca Lombardi apre invece lo sguardo alla riflessione contemporanea, a una musica capace di interrogare la storia e di trasformarla in pensiero sonoro. Le musiche di Davide Casali si inseriscono in un dialogo vivo con la memoria e con la tradizione ebraica, proseguendo un percorso artistico dedicato alla riscoperta, alla trasmissione e alla valorizzazione di un patrimonio musicale spesso dimenticato.

L’Orchestra Abimà accompagnerà questo itinerario con una lettura intensa e partecipe, dando corpo a un repertorio che richiede non solo precisione tecnica, ma anche sensibilità, profondità interpretativa e consapevolezza storica. Il dialogo tra il flauto di Roberto Fabbriciani e l’orchestra diventerà il centro emotivo della serata: un incontro tra virtuosismo, memoria e poesia sonora.

Il concerto vuole essere molto più di un evento musicale. Sarà un momento di ascolto, di riflessione e di restituzione. Attraverso la forza della musica, verranno riportate alla luce voci che la barbarie del Novecento aveva tentato di spegnere: voci di compositori, di culture, di identità e di mondi artistici segnati dall’esilio, dalla persecuzione e dalla cancellazione.

In questo senso, la serata assume un valore profondamente attuale. La musica diventa strumento di memoria, ma anche di resistenza culturale; non soltanto ricordo del passato, ma messaggio vivo per il presente. Ogni brano eseguito sarà una tappa di un cammino che unisce dolore e bellezza, tragedia e speranza, storia e rinascita.

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